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OWENS E WEISZ, DUE MITI SPORTIVI PER LE NUOVE PALESTRE

OWENS E WEISZ, DUE MITI SPORTIVI PER LE NUOVE PALESTRE
OWENS E WEISZ, DUE MITI SPORTIVI PER LE NUOVE PALESTRE
Domenica 26 marzo alle 12 e mercoledì 12 aprile alle 10, l'intitolazione in due strutture sportive cittadine

Nei prossimi giorni a Mirandola saranno intitolate due palestre a illustri sportivi del passato. L’impianto di via Piave, domenica 26 marzo, alle ore 12, sarà intitolato al velocista statunitense Jesse Owens. Nell’occasione si svolgerà la “24 ore di basket”, dedicata ai settori minibasket e giovanili organizzata dalla Polisportiva Pico. Mercoledì 12 aprile, alle 10, la palestra di via 29 Maggio sarà dedicata all’allenatore di calcio di Bologna e Inter Arpad Weisz, in occasione dell’annuale incontro amichevole di pallacanestro tra le squadre degli istituti superiori mirandolesi Luosi e Galilei. All'iniziativa sarà presente una rappresentanza del Bologna Fc.

 

Jesse Owens (Oakville, Alabama, Stati Uniti, 12 settembre 1913-Tucson, Arizona, Stati Uniti, 31 marzo 1980). Atleta statunitense, partecipò alle Olimpiadi di Berlino del 1936 dove vinse quattro medaglie d’oro: 100 metri piani, 200 metri piani, salto in lungo e staffetta 4 per 100 metri. Di umili origini, cercò la propria strada come altri milioni di ragazzi neri nel periodo della Grande Depressione americana. Divenne mito dell’atletica e simbolo contro le ideologie razziali. Il suo record fu eguagliato soltanto nel 1984 da Carl Lewis alle Olimpiadi di Los Angeles.

 

            Arpad Weisz (Solt, Ungheria, 16 aprile 1896-Campo di concentramento di Auschwitz, Polonia, 31 gennaio 1944). Calciatore e allenatore, vinse più di tutti nella sua epoca. Fu allenatore dell’Ambrosiana Inter e del Bologna. Con l’Inter si aggiudicò il titolo nel campionato 1929/1930, il primo disputato a girone unico, mentre guidò il Bologna alla vittoria in altri due campionati nazionali (1935/1936 e 1936/1937). Coi rossoblù vinse inoltre nel 1937 a Parigi il Torneo dell’Esposizione universale, imponendosi con un secco 4-1 sugli inglesi del Chelsea. Ancora oggi Weisz resta il più giovane allenatore ad aver vinto, a soli 34 anni, uno scudetto. Dopo le leggi razziali, in quanto ebreo, lasciò l’Italia. Visse in Francia e nei Paesi Bassi.  Fu deportato e morì nel campo di sterminio di Auschwitz. Assieme a lui persero la vita la moglie e i due figli.