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La propaganda referendaria

E’ necessario che, in occasione delle elezioni e Referendum, coloro che che concorrono alla campagna elettorale, agiscano nel rispetto dei principi che regolano la comune convivenza, senza porre in essere comportamenti prevaricatori degli altrui diritti. In merito è stato rilevato che la condizione di parità deve sussistere necessariamente tra tutti i concorrenti in modo che nell’accesso agli spazi loro riservati, non si verifichi la prevalenza di uno rispetto ad altri. L’attività dei concorrenti nelle consultazioni elettorali rientra nel concetto di “propaganda” regolata dalla legge n.212/1956 (propaganda mediante affissione), dagli artt.29 e 30 della legge n.81/1993 (propaganda disposta per le elezioni comunali e provinciali) e dalla legge n.28/2000 (propaganda tramite mezzi d’informazione).

La propaganda mediante affissione

A tale titolo si intendono i mezzi di propaganda elettorale effettuata tramite manifesti, avvisi, fotografie, di qualunque materia costituiti, che siano intesi, direttamente o indirettamente, ad influire sulla scelta degli elettori. A titolo esemplificativo possono essere considerati tali:

  1. gli stampati di qualsiasi genere inerenti, direttamente o indirettamente, la propaganda elettorale;
  2. gli stampati recanti la sola indicazione di denominazioni di partiti o gruppi politici o comitati referendari;
  3. gli altri tipi di stampe, vignette, disegni, redatti anche a mano, fotografie, figure allegoriche, riproduzioni figurate di fatti ed avvenimenti di cronaca interna od internazionale od altro, che possano avere qualsiasi riferimento, anche indiretto, alla propaganda elettorale;
  4. le strisce con la sola indicazione di denominazione di partiti o di gruppi politici o comitati referendari;
  5. la riproduzione, di qualsiasi dimensione, di simboli di partito, anche non partecipanti alla competizione;
  6. le riproduzioni, in qualsiasi dimensione, di vessilli della Repubblica italiana o di altri Stati;
  7. le riproduzioni, in qualsiasi dimensione, di emblemi di Case regnanti o ex regnanti;
  8. gli avvisi di comizi, riunioni o assemblee a scopo elettorale.


Determinazione degli spazi per la propaganda elettorale
La norma  prescrive che le affissioni di propaganda elettorale possono essere effettuate esclusivamente negli appositi spazi predisposti dalla Giunta comunale che, per Mirandola dovranno essere fissati in un numero compreso tra 5 e 10 .
Ad ogni comitato o partito spetta uno spazio di metri 2 di altezza per metri 1 di base .
La legge n.147/2013 ha abrogato gli spazi di propaganda elettorale previsti per coloro che non partecipano direttamente alla campagna elettorale, ma che si interessano ad essa in qualità di fiancheggiatori.

L’assegnazione degli spazi è subordinata alla presentazione di apposita domanda alla Giunta medesima entro il 34° giorno antecedente quello di votazione. Le domande prodotte dai partiti o gruppi politici presenti in Parlamento dovranno essere sottoscritte dai rispettivi segretari provinciali o, in mancanza, dai rispettivi organi nazionali o anche, ove esistano, da organi di partito a livello comunale. Le domande provenienti dai comitati referendari dovranno essere sottoscritte da almeno uno dei promotori stessi.

Le operazioni di esame e di ammissione delle candidature si concludono dopo il 30° giorno antecedente la votazione, per cui le affissioni possono avere inizio non prima del 28° giorno antecedente la data delle votazioni (20 marzo 2016).

La Giunta,  tra il 33° e il 30° giorno antecedente le votazioni, provvede a stabilire, per ogni centro abitato con popolazione superiore ai 150 abitanti, gli spazi speciali destinati alle affissioni. Nei due giorni successivi la Giunta stabilisce la delimitazione e ripartizione degli spazi in sezioni ed alla assegnazione delle sezioni a tutti coloro che hanno diritto di eseguirvi affissioni. Sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate .

Divieto di propaganda al di fuori degli spazi stabiliti
Dal momento dell’assegnazione degli spazi per la propaganda elettorale, ovvero dal 18 marzo 2016), sono vietati :

  1. l’affissione di qualsiasi materiale di propaganda elettorale negli spazi destinati alle normali affissioni;
  2. l’esposizione di materiale di propaganda elettorale negli spazi di pertinenza degli interessati, ovvero di giornali murali, bacheche o vetrinette appartenenti a partiti o gruppi politici, comitati referendari, associazioni sindacali o giovanili, editori di giornali o periodici, posti in luogo pubblico o esposti al pubblico. In tali spazi possono essere esposti quotidiani o periodici;
  3. l’affissione o l’esposizione di stampati, giornali murali od altri e di materiali inerenti, direttamente o indirettamente, alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, nelle porte, sui portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capannoni, sulle palizzate, sugli infissi di finestre o balconi, sugli alberi o sui pali.

E’ compito del Sindaco, ufficiale di governo in materia elettorale, procedere a togliere (defissone) del materiale abusivamente affisso, tramite apposita ordinanza di immediata rimozione, con riserva di adozione dei provvedimenti di esecuzione d’ufficio, in caso di inottemperanza. Le spese sostenute dal Comune per la rimozione della propaganda abusiva sono a carico dell’esecutore materiale e del committente responsabile.

Particolari forme di propaganda elettorale
Sono assolutamente vietate forme di propaganda elettorale tramite iscrizioni murali, su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e recinzioni .
E’ vietata  ogni forma di propaganda luminosa o figurativa (striscioni, drappi, cartelli, targhe, stendardi, tende, ombrelloni, globi, monumenti allegorici) di carattere fisso, in luogo pubblico, ad iniziare dal 30° giorno precedente la data fissata per la consultazione. Tale norma esclude dal divieto le insegne indicanti le sedi dei partiti, in qualunque momento tali sedi siano istituite.
E’ proibita l’installazione in luoghi pubblici di mostre documentarie e fotografiche che, per il loro contenuto propagandistico riguardante direttamente o indirettamente temi di discussione politica, sia per le modalità che per la durata della loro esposizione, realizzano fraudolentemente una forma di affissioni di materiale di propaganda elettorale fuori dagli spazi previsti.
E’ vietata ogni forma di propaganda luminosa mobile, ma è ammessa ogni forma di propaganda figurativa non luminosa eseguita con mezzi mobili.
E’ vietato il lancio e il getto di volantini di propaganda elettorale in luogo pubblico o aperto al pubblico dal 30° giorno precedente la data fissata per le elezioni, mentre in tale periodo ne è consentita la distribuzione.

Riunioni di propaganda elettorale
Sono da intendersi come comizi e riunioni elettorali solamente quelle che si verificano dal 30° giorno antecedente la data fissata per le elezioni, fino al ore 24 del venerdì precedente la data della votazione. Pertanto solo in tale periodo i promotori delle riunioni in luogo pubblico sono esenti dall’obbligo di darne avviso al Questore almeno con 3 giorni di anticipo. Comunque anche in tale periodo, al fine di evitare situazioni atte a turbare l’ordine pubblico, è prassi che le modalità di tempo e di luogo per lo svolgimento dei comizi siano concordate tra i promotori delle manifestazioni stesse, con la presenza durante le manifestazioni delle locali autorità di Pubblica Sicurezza.
Al fine di consentire ai partiti ed ai movimenti partecipanti alla competizione elettorale di fruire di ulteriori spazi, oltre a quelli già posseduti dagli stessi, i Comuni sono tenuti, in occasione delle elezioni, a mettere a disposizione dei partecipanti alla consultazione i locali di loro proprietà già predisposti per conferenze o dibattiti . L’utilizzo di tali strutture deve essere assicurato in egual misura, indipendentemente dalla consistenza del partito o movimento, a tutti i partiti o gruppi politici che lo richiedono, compatibilmente con altre iniziative già autorizzate e con l’organizzazione dell’Amministrazione comunale. L’utilizzo degli spazi è gratuito .

Propaganda elettorale sonora
Nelle riunioni di propaganda elettorale è consentito l’uso di apparecchi amplificatori o altoparlanti, sia per diffondere la viva voce dell’oratore, sia per la riproduzione sonora di discorsi, motti e inni registrati.
L’uso di mezzi di amplificazione sonora è invece limitato qualora abbia luogo da mezzi mobili in movimento, in tal caso detto uso è limitato al solo fine dell’annuncio dell’ora e del luogo in cui si terranno i comizi e solamente dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e tra le ore 15,30 e le ore 19,30 del giorno della manifestazione e del giorno precedente. E’ inoltre fatto divieto di effettuare propaganda elettorale sonora nei tratti di strada o piazza adiacenti l’Ospedale, la casa di riposo e gli edifici scolastici del capoluogo e delle frazioni .
Dalle ore 0,01 del sabato precedente il giorno della votazione fino a tutto il periodo previsto per il voto, sono vietati comizi e riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico .

Disciplina della propaganda nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per la votazione
Nel giorno precedente e in quello fissato per le votazioni sono vietate:

  1. nuove affissioni di stampati murali od altri e di manifesti di propaganda elettorale , è però consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico ;
  2. ogni forma di propaganda elettorale nel raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali .


Indicazioni obbligatorie nelle pubblicazioni di propaganda. Il Committente responsabile
Tutte le pubblicazioni di propaganda elettorale a mezzo di scritti, stampa o fotostampa, radio, televisione, incisione magnetica o ogni altro mezzo di divulgazione (tali pubblicazioni possono, pertanto, materializzarsi in qualsiasi mezzo di fabbricazione: il legislatore, infatti, sottolinea solo che devono essere destinate alla divulgazione, cioè alla diffusione), debbono recare l’indicazione del committente responsabile, che è da intendersi come colui che ordina la pubblicazione o la divulgazione del materiale di propaganda elettorale e le connesse prestazioni di lavoro e, come tale, si assume le inerenti responsabilità, anche di ordine penale per l’eventuale inosservanza della normativa in materia.
Il termine committente sta ad indicare colui che ordina, commissiona, la pubblicazione di propaganda elettorale e come tale si assume le inerenti responsabilità per l’eventuale inosservanza della norma sopra richiamata (3° comma dell’art. 29 Legge n. 81/93).

Sanzioni
E’ punito con la multa di Euro 103,29 a Euro 1032,91 :

  1. chiunque sottrae o distrugge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale, destinati all'affissione o alla diffusione o ne impedisce l'affissione o la diffusione ovvero stacca, lacera o rende comunque illeggibili quelli già affissi negli spazi riservati alla propaganda elettorale a norma della presente legge, o, non avendone titolo, affigge stampati, giornali murali od altri o manifesti negli spazi suddetti. Tale disposizione si applica anche per i manifesti delle pubbliche autorità concernenti le operazioni elettorali;
  2. chiunque, dal 30° giorno precedente la data fissata per le elezioni, esegua forme di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti o faccia lancio o getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico o propaganda luminosa mobile;
  3. chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti al punto a. fuori degli appositi spazi;
  4. chiunque, nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni, effettua comizi, riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda.
  5. chiunque nei giorni destinati alla votazione effettua ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali.

L’impedimento o la turbativa di una riunione di propaganda elettorale è punita con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa da Euro 103,29 a Euro 619,75 .