Accedi al contenuto della pagina Accedi all'albero di navigazione del sito

Delocalizzazione delle attività economiche e relativi contributi

Tutte le informazioni sulla delocalizzazione delle attività economiche e sui relativi contributi alle imprese

Delocalizzazione delle attività economiche e relativi contributi

 

 

Cosa si intende per “delocalizzazione”?

Per delocalizzazione si intende il trasferimento in altra sede di attività economiche:
- attive al 20 maggio 2012
- la cui sede è resa inagibile dal sisma
  oppure
- che si trovano all’interno di un’area di interdizione (zona rossa)


Per quanto tempo è possibile delocalizzare?

Le attività economiche (imprese del commercio, dei servizi, dell’artigianato, delle attività manifatturiere, delle professioni) possono essere delocalizzate definitivamente, in locali aventi tutti i requisiti igienico-sanitari, strutturali, edilizi e urbanistici, impiantistici richiesti dalle vigenti normative di settore.

Le attività economiche possono essere delocalizzate temporaneamente, in locali, aree, strutture anche senza requisiti specifici, pur nel rispetto delle norme e delle vigenti disposizioni in materia di agibilità dei locali e dei luoghi di lavoro. A tal fine si specifica che l’Ordinanza sindacale n.43/2012 del Comune di Mirandola (Documento 2) evidenzia quali siano a tal fine i requisiti minimi richiesti per le strutture temporanee.

Ai sensi dell’Ordinanza regionale n.3/2012 come modificata dall'ordinanza n.75/2013 le delocalizzazioni temporanee in aree o strutture senza requisiti specifici sono consentite fino al 31.12.2014. Le aziende che entro tale termine abbiano ripristinato l’agibilità delle proprie sedi aziendali originarie, o abbiano individuato soluzioni in sede fissa in cui trasferire definitivamente l’attività, non potranno beneficiare di ulteriori periodi di occupazione di sedi temporanee. Si specifica inoltre che ciascuna Impresa, rientrando in sede fissa, è tenuta al ripristino delle aree pubbliche concesse per la delocalizzazione, riportando i luoghi alla condizione originaria.

Le Imprese che per motivi oggettivi e documentabili dovessero necessitare di disporre oltre tale termine di ulteriori dilazioni temporali circa l’occupazione delle aree/locali/strutture in cui si trovano delocalizzate, in assenza di ulteriori proroghe stabilite dalla Regione Emilia Romagna, entro il 31.12.2014 dovranno presentare all’Ufficio Protocollo del Comune di Mirandola, che provvederà all’inoltro allo Sportello Unico delle Attività Produttive, una richiesta di proroga debitamente motivata che il Comune si riserva di accogliere qualora ne sussistano i presupposti.

(rif. Documento 1 - Ordinanza regionale n.3/2012; Documento 12 - Ordinanza regionale n. 75/2013;  Documento 2 – Ordinanza comunale n.43/2012; Documento 6 - Comunicazione sulla durata di delocalizzazione delle Imprese)

Il comune con delibera n. 39 del 21.02.2013 (rif. Documento 11) ha definito le tempistiche di permanenza delle strutture provvisorie collocate su area pubblica o privata destinate alla delocalizzazione delle attività economiche e le modalità di rimozione delle stesse.

Dove è possibile delocalizzare un’attività economica?

Le attività economiche aventi diritto possono essere delocalizzate in sede fissa (es. da negozio a negozio), oppure in aree idonee all’allestimento di strutture temporanee (es. container).

L’occupazione di suolo pubblico, a tal fine, deve avvenire previo accordo con il Comune di Mirandola, rivolgendosi direttamente all’Ufficio Ripresa Economica, negli orari di apertura al pubblico (per info su orari di ricevimento telefonare al Centralino del Comune di Mirandola – tel.0535.29511).

È consentita anche la delocalizzazione su suolo privato, previo accordo con i proprietari dello stesso.


Cosa occorre presentare per delocalizzare un’attività?

Per presentare comunicazione/richiesta di delocalizzazione di un’attività economica occorre utilizzare la modulistica a tal fine predisposta dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provincia di Modena, in accordo coi Comuni interessati. La modulistica è associata all’Ordinanza regionale n.3/ 2012 (Documento 1). La stessa deve essere presentata allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP).

Si riporta nel Documento 10, in calce, uno specchietto esplicativo relativo alla modulistica da utilizzare nei vari casi di delocalizzazione delle attività (Tabella 1).

(rif. Documento 1 - Ordinanza regionale n.3/2012)

L'ordinanza regionale n. 3/2012 prevede il perfezionamento con il "silenzio assenso" delle domande di delocalizzazione quando il comune non abbia rilasciato l'autorizzazione entro 15 giorni o, entro tale termine, non sia intervenuto con un diniego o un'ordinanza di rimozione.

È previsto un contributo per la delocalizzazione delle attività?

La Regione Emilia Romagna, con propria Deliberazione di Giunta Regionale n. 1064 del 23.07.2012 (Documento 8),  ha previsto forme di sostegno alla delocalizzazione delle imprese (del commercio, dei servizi, dell’artigianato, delle attività manifatturiere, delle professioni), qualora ciò avvenga in aree, zone o strutture individuate dai Comuni.

Sono ammesse le seguenti:

  • spese impiantistiche per l’allestimento delle aree/delle strutture e opere accessorie strettamente correlate;
  • spese per l’acquisto e la messa in opera di strutture temporanee;
  • spese per l’affitto o il noleggio delle strutture e degli ambienti adibiti a delocalizzazione, per il periodo del loro utilizzo e comunque non oltre il 31/12/2013;
  • spese per allacciamenti per utenze e traslochi;
  • spese per l’acquisto di attrezzature, arredi e dotazioni informatiche inerenti l’attività economica svolta.

Per tali voci di spesa si prevede l’erogazione di un contributo in conto capitale fino alla misura massima dell’80% della spesa ammessa, che dovrà essere compresa tra un importo minimo di € 5.000 ed un importo massimo di € 15.000. Importi inferiori ad € 5.000 non saranno ammessi a contributo. Importi superiori a € 15.000 saranno conteggiati solo fino a tale limite massimo di spesa.

Le aree in cui è possibile delocalizzare le attività beneficiando del contributo regionale sono individuate con Delibera di Giunta comunale n.119/2012.

La domanda per il contributo relativo alla delocalizzazione delle attività è allegato in calce al bando regionale (rif. Documento 8).

L’istruttoria delle domande è seguita dalla Provincia di Modena.

(rif. Documento 8  Deliberazione di Giunta Regionale  n.1064/2012; Documento 3 - Deliberazione di Giunta comunale n.119 del 09.08.2012; Documento 9 - Riassunto bando regionale su contributi per delocalizzazione)
  

ATTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
Documento 1)  Ordinanza presidenziale n.3 del 22.06.2012    Regione Emilia Romagna

Documento 2)  Ordinanza sindacale n.43/2012    Comune di Mirandola

Documento 3)  Delibera di Giunta comunale n. 119 del 09.08.2012    Comune di Mirandola

Documento 4 Cartografia aree per contributo, Capoluogo   Comune di Mirandola

Documento 5 Cartografia aree per contributo, Frazioni   Comune di Mirandola

Documento 6)  Comunicazione prot. n.16688/2012 su tempistiche delocalizzazione Imprese    Comune di Mirandola

Documento 7 Vademecum per le Imprese    Regione Emilia Romagna

Documento 8)  Bando regionale per contributi alle delocalizzazioni, D.G.R.  n.1064/2012   Regione Emilia Romagna
   
Documento 9 Riassunto bando regionale su contributi per delocalizzazione    Provincia di Modena

Documento 10 Versione formato .pdf del presente testo

 

MODULISTICA DI RIFERIMENTO

Modulo A)   Domanda di delocalizzazione
   Regione Emilia Romagna

Modulo B)   Comunicazione di delocalizzazione   
   Comune di Mirandola  

Modulo C)   Dichiarazione requisiti minimi
   Comune di Mirandola